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Ebook Tutti giù per terra by Giuseppe Culicchia read! Book Title: Tutti giù per terra
Language: English
Format files: PDF
The size of the: 8.84 MB
v The author of the book: Giuseppe Culicchia
Edition: Garzanti
Date of issue: 1994
ISBN: 8811620031
ISBN 13: 9788811620037
City - Country: No data

Read full description of the books Tutti giù per terra:

Uno dei miei libri preferiti.
Si legge in meno di due ore, scorre via velocissimo. Culicchia qui è stato bravissimo a rappresentare lo sbandamento di una generazione schiacciata da un sistema che è privo di valori e di guide, non solo per i giovani.
Non mi riconosco in Walter come personaggio, nel senso che non mi riconosco nella sua storia personale e nel suo modo di affrontare la vita, ma mi riconosco nel suo modo di sentire in alcune situazioni e in alcuni momenti. Chi può dire di non essersi mai sentito come lui in un periodo della propria vita?

Assieme al bel film di Davide Ferrario, con un Valerio Mastandrea perfetto nel ruolo di Walter, Tutti giù per Terra ha fotografato un periodo storico, l'inizio degli anni '90, la consapevolezza della fine delle illusioni, che avrebbe accompagnato una generazione per un decennio. A differenza di tante altre, la Generazione X non ha lasciato un segno, non ha fatto grandi cose, ma è stata forse la prima ad imparare ad affrontare la propria disillusione con la capacità di riderne e di trovare il lato divertente nelle proprie disavventure. E' anche una generazione che, dopo le battaglie degli anni '70, e dopo la corsa al successo degli anni '80, si è fermata a riflettere un attimo, non su cause per cui lottare o obiettivi da raggiungere, ma sul momento, su se stessi.

"Giro giro tondo, casca il mondo...
Verso la fine degli anni Ottanta il mondo pareva proprio sul punto di cascare e io nell'attesa mi limitavo a girare in tondo."

Tanto semplice quanto efficace nel cogliere sensazioni di decadenza individuale, l'oppressione dello scorrere del tempo:
"Avrei dovuto presentarmi all'ufficio obiettori. Fantastico pensai. Poi capii che quello era l'inizio della fine. Ancora pochi giorni e l'epoca della scuola sarebbe terminata per sempre. Mi sentivo depresso. Stavo invecchiando."
"Il servizio civile finì. Anche quei due anni erano passati per sempre, così come il resto della mia giovinezza. Fossi anche morto a ottant'anni non avrei vissuto a lungo in ogni modo: stavo consumando qualcosa che non mi sarebbe stato restituito mai più"

E il passo più divertente, la tragicomicità della sventura quotidiana:
"La Casa dell'Obiettore si trovava all'ultimo piano di un palazzo che ospitava un ricovero per anziani, una scuola per subnormali e una comunità per ragazzi disadattati. L'ascensore puzzava di piscio. La mia stanza era al termine di un lungo corridoio male illuminato e dai muri scrostati. Quando aprii la porta una zaffata di tanfo bestiale mi inchiodò sulla soglia. Premetti l'interruttore. La luca non si accese. Forse anche la lampadina era stata fulminata dalla puzza. Intuii nel buio dove si trovava la porta finestra che dava sul balcone. Tirai su la saracinesca fino a metà, dove rimase bloccata. Mi guardati attorno. C'erano un lavandino, un letto, una sedia, un armadio di metallo arrugginito, un tavolino e una credenza, anche questa arrugginita.
Aprii la finestra per cambiare l'aria. Dentro la stanza entrò una zaffata di smog. Il balcone dava su un corso pieno di traffico. La ringhiera, bianca in origine, era coperta da una patina di polvere grigia formatasi dai gas di scarico. Le uniche macchie bianche erano dovute alla merda dei piccioni"

Volete sapere come il nostro Walter cercherà di pulire questo purgatorio in terra?
Leggete le pagine che seguono.


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Read information about the author

Ebook Tutti giù per terra read Online! Giuseppe Culicchia (Torino 1965), figlio di un barbiere siciliano e di un’operaia piemontese, cresce mangiando pane cunzato e leggendo l’enciclopedia Conoscere.
Vince il torneo di calcio della scuola in qualità di riserva disputando solo uno splendido secondo tempo da ala sinistra nella partita contro i professori. Per tutte le superiori passa il tema in classe al compagno di banco in cambio del compito di matematica, esame di maturità compreso.
All’università, abbozza storie in una biblioteca di Palazzo Nuovo e nelle sale del Caffè Fiorio a Torino. Tra i suoi eroi, Hem, Scott e Buk. Ormai ventiduenne, impara a nuotare. Poi finisce a fare l’aiuto-bibliotecario a Londra, e scrive i racconti pubblicati da Pier Vittorio Tondelli nell’antologia Papergang Under 25 III (1990).
Dopodiché torna a Torino e dato che vuol continuare a scrivere cerca lavoro in una libreria, dove scopre che Thomas Bernhard ha dato alle stampe un romanzo di circa 500 pagine con un unico punto a capo, più o meno a metà. Commesso/edicolante/magazziniere/tuttofare per una decina d’anni, pubblica il long-seller Tutti giù per terra (1994, premio Montblanc e Premio Grinzane Cavour Autore Esordiente).
Grazie al romanzo d’esordio finisce in copertina su L’Indice dei Libri del Mese, cosa che gli procura molti nemici e molto onore. Invitato più volte al Maurizio Costanzo Show, rifiuta di parteciparvi. Nel 1997 il suo primo romanzo diventa un film con Valerio Mastandrea per la regia di Davide Ferrario. Seguono Paso Doble (1995), Bla Bla Bla (1997), Ambarabà (2000), A spasso con Anselm (2001), Liberi tutti, quasi (2002), Il paese delle meraviglie (2004, premio Grinzane Cavour Francia) e Un’estate al mare (2007), tutti editi da Garzanti e tradotti in una decina di lingue. Nel frattempo, per sei mesi suona la batteria in un gruppo fantasma chiamato Ratones, che però si scioglie dopo che lui propone agli altri membri una canzone intitolata McChicken il cui testo sotto forma di haiku recita: “McChicken / McChicken / McChicken”. Comunque: con Laterza pubblica Torino è casa mia (2005) e Ecce Toro (2006).
Da Einaudi, l’atto unico Ritorno a Torino dei Signori Tornio (2007). Da Feltrinelli, il memoir Sicilia, o cara. Un viaggio sentimentale (2010). Per Mondadori scrive i romanzi Brucia la città (2009), Ameni Inganni (2011) e Venere in Metrò (2012). Nel corso degli anni traduce tra gli altri Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Gli piacerebbe tradurre il caro vecchio Ernest, in particolare Fiesta, o al limite Festa Mobile, o anche solo l’ultimo capitolo di Morte nel Pomeriggio, o giusto il racconto Colline come Elefanti Bianchi, ma non gliel’hanno mai proposto. Purtroppo non conosce il norvegese, altrimenti avrebbe fatto di tutto pur di tradurre Knut Hamsun. Collabora o ha collaborato con i quotidiani La Stampa, La Repubblica e il manifesto, con i mensili GQ, Traveller e Linus, con il settimanale Gioia. Tifa per la squadra di calcio di Torino, il Toro. Ma, da vero sportivo, tifa anche per tutte le squadre che in tutte le serie e i tornei incontrano di volta in volta l’altra squadra cortesemente ospitata in città.
Cos’altro? Ama giocare a calciobalilla, anche se non ha mai frequentato l’oratorio (e si vede). Ogni anno a Ferragosto guarda Il sorpasso. Desidera essere sepolto a Marsala. Non subito, però.


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